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HomeDiario di bordoFotografia100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto IV
Diario di bordo Fotografia

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto IV

ermes Luglio 9, 2026
the falling man 100 foto

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto IV

Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo

Atto quarto di quattro — schede 76–100

Ci sono immagini che non si limitano a raccontare un momento: lo fissano per sempre nella memoria collettiva, e da lì continuano a lavorare, silenziose, sul modo in cui pensiamo il mondo. È questa l'idea alla base del progetto 100 Photographs: The Most Influential Images of All Time, la selezione realizzata da Time con un team internazionale di curatori, storici e photo editor, e raccolta anche nel volume italiano 100 foto che hanno cambiato il mondo, edito con la cura di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli e Gianni Morelli.

Non è una classifica nel senso sportivo del termine: non esiste, dicono gli stessi curatori, «una formula che renda un'immagine influente». Alcune fotografie sono in questa lista perché sono state le prime nel loro genere — la primissima immagine permanente mai fissata su una lastra, il primo selfie, la prima foto scattata da un telefono cellulare. Altre perché hanno cambiato concretamente il modo in cui viviamo, votiamo, guardiamo la guerra, pensiamo ai diritti civili. Altre ancora perché sono diventate, loro malgrado, la sintesi visiva di un intero secolo: un'esecuzione, un abbraccio, un bambino in fuga, un uomo solo davanti a una fila di carri armati.

Abbiamo scelto di percorrere questa collezione in ordine cronologico, dalla vista dalla finestra a Le Gras di Nicéphore Niépce — 1826 circa, la fotografia più antica che sia sopravvissuta fino a noi — fino alle immagini più recenti della cronaca globale. Cento schede, ciascuna dedicata a un fotografo (nome, luogo e data di nascita e di morte, quando disponibili) e alla fotografia che lo ha reso, spesso senza che lo cercasse, parte della storia. Un percorso lungo, che pubblicheremo a puntate: la fotografia, più di ogni altro medium, ha bisogno di tempo per essere guardata davvero, non solo vista.

Per chi desiderasse approfondire le storie dietro ciascuno scatto con il livello di dettaglio che solo un libro può offrire, segnaliamo il volume qui sotto.

100 foto che hanno cambiato il mondo

di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli, Gianni Morelli

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Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo — Atto quarto e conclusivo (schede 76-100): dagli accordi di Oslo all'attentato a Donald Trump (1993-2024), con l'11 settembre e The Falling Man di Richard Drew, la guerra in Iraq, la crisi finanziaria del 2008, l'elezione di Barack Obama, l'iPhone in guerra, l'ammaraggio sull'Hudson raccontato via Twitter, Alan Kurdi, Black Lives Matter a Baton Rouge, Papa Francesco in una piazza San Pietro deserta durante il Covid-19, la guerra in Ucraina e Mariupol, il telescopio James Webb ed Evan Vucci. Include tabella riassuntiva completa delle 100 fotografie. Fonte primaria: progetto Time "100 Photographs: The Most Influential Images of All Time" e il volume italiano "100 foto che hanno cambiato il mondo" di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli e Gianni Morelli.

100 frammenti di memoria universale — Atto quarto

76. La stretta di mano di Oslo — Ron Edmonds, 13 settembre 1993

Nato a Richmond, California, Stati Uniti, il 16 giugno 1946 — morto il 31 maggio 2024.

Sul prato della Casa Bianca, il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin e il leader palestinese Yasser Arafat si stringono la mano per la prima volta pubblicamente, con il presidente Bill Clinton che li invita simbolicamente l'uno verso l'altro. Edmonds, veterano della fotografia alla Casa Bianca già presente all'attentato a Reagan dodici anni prima, immortalò un gesto che sembrò per un istante racchiudere la promessa — poi solo in parte mantenuta — di pace in Medio Oriente.

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77. Il silenzio del Ruanda — Gilles Peress, 1994

Nato a Neuilly-sur-Seine, Francia, il 29 dicembre 1946 — vivente.

Arrivato in Ruanda nelle settimane immediatamente successive al genocidio, Peress ne documentò le conseguenze con una fermezza che rifiutava ogni addolcimento estetico: per il fotografo francese, ammorbidire lo sguardo davanti a una tale violenza avrebbe significato farsi complice del silenzio internazionale che ne aveva permesso il compiersi. Il libro che ne raccolse le immagini, intitolato non a caso The Silence, resta uno dei documenti fotografici più duri e discussi sulla responsabilità collettiva di fronte a un genocidio.

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78. Il vigile del fuoco e la bambina — Charles Porter IV, 19 aprile 1995

All'epoca giovane impiegato di banca a Oklahoma City, fotografo dilettante — vivente.

Porter lavorava in una banca a poche strade dal Alfred P. Murrah Federal Building quando l'attentato dinamitardo di Timothy McVeigh lo fece esplodere. Preso d'istinto il proprio apparecchio fotografico personale dall'auto, scattò l'immagine di un vigile del fuoco che regge tra le braccia la piccola Baylee Almon, di un anno, appena estratta dalle macerie. La fotografia, distribuita dall'Associated Press, valse a Porter — che non era un fotografo professionista — il Premio Pulitzer, e restò il simbolo del più grave attentato di matrice interna nella storia degli Stati Uniti.

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79. Profughi del Kosovo — James Nachtwey, 1999

Nato a Syracuse, New York, Stati Uniti, il 14 marzo 1948 — vivente.

Durante i bombardamenti NATO sulla Serbia e l'esodo di massa della popolazione albanese del Kosovo, Nachtwey documentò le lunghe file di profughi in cammino verso i confini di Albania e Macedonia. Chiudendo un decennio segnato dalle guerre jugoslave che lui stesso aveva raccontato fin dai primi giorni, le sue immagini ribadirono come l'Europa, appena un decennio dopo la caduta del Muro, si trovasse di nuovo a fare i conti con la pulizia etnica sul proprio suolo.

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80. La prima foto caricata sul web — Silvano de Gennaro, luglio 1992

Informatico e musicista italiano, all'epoca tecnico al CERN di Ginevra — vivente.

Nessuna guerra, nessuna tragedia: solo quattro ricercatrici del CERN in posa scherzosa, membri del gruppo musicale amatoriale "Les Horribles Cernettes", fotografate da de Gennaro durante un concerto interno. Tim Berners-Lee, inventore del web appena nato in quello stesso laboratorio, la scelse come test per dimostrare che il nuovo protocollo HTTP poteva mostrare immagini oltre al semplice testo: la prima fotografia della storia caricata su Internet, pietra angolare — quasi involontaria — di tutto ciò che il web sarebbe diventato.

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81. The Falling Man — Richard Drew, 11 settembre 2001

Nato il 6 dicembre 1946, Stati Uniti — vivente.

Alle 9:41 del mattino, con un teleobiettivo puntato verso la Torre Nord in fiamme, il veterano dell'Associated Press Drew — già presente all'assassinio di Robert Kennedy nel 1968 — fotografò un uomo in caduta verticale, composto, quasi sospeso contro le linee geometriche dell'edificio. Pubblicata una sola volta sui giornali e poi ritirata per il dolore che suscitava nei lettori, l'immagine resta forse la fotografia più eloquente — e più evitata — sulla scelta impossibile affrontata da chi si trovò intrappolato quella mattina.

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82. L'alzabandiera a Ground Zero — Thomas Franklin, 11 settembre 2001

Nato nel 1966, Stati Uniti — vivente.

Poche ore dopo il crollo delle Torri, tre vigili del fuoco issano una bandiera americana recuperata da uno yacht ormeggiato nella marina, issandola su un pennone spezzato tra le macerie fumanti. Franklin, fotografo del New Jersey Bergen Record, scattò l'immagine da centocinquanta piedi di distanza: paragonata subito a Iwo Jima, divenne il simbolo della resilienza americana all'indomani dell'attacco, riprodotta su un francobollo e su innumerevoli prime pagine.

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83. Sharbat Gula, ritrovata — Steve McCurry, gennaio 2002

Nato a Filadelfia (Darby), Pennsylvania, Stati Uniti, il 24 aprile 1950 — vivente.

Diciassette anni dopo lo scatto della "ragazza afghana", McCurry tornò in Afghanistan per rintracciare la donna di cui non si conosceva nemmeno il nome. La riconobbe dall'iride: un'analisi biometrica dell'occhio confermò che si trattava davvero di Sharbat Gula, ormai adulta, madre di famiglia, che non aveva mai visto la propria fotografia divenuta celebre in tutto il mondo. Il ritrovamento, raccontato in un nuovo servizio di National Geographic, chiuse simbolicamente uno dei cerchi più lunghi della storia della fotografia.

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84. Il prigioniero e suo figlio — Jean-Marc Bouju, marzo 2003

Fotografo francese dell'Associated Press — vivente.

In un centro di detenzione improvvisato nel sud dell'Iraq, un prigioniero incappucciato e ammanettato stringe a sé il proprio figlioletto, spaventato dal caos dei soldati americani intorno a loro, in un gesto di protezione che nessuna procedura militare aveva previsto. Bouju vinse il World Press Photo dell'anno con un'immagine capace di restituire, dentro l'apparato spersonalizzante della guerra, l'irriducibilità del legame familiare.

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85. Samar Hassan — Chris Hondros, 18 gennaio 2005

Nato a New York City, Stati Uniti, il 14 marzo 1970 — morto a Misurata, Libia, il 20 aprile 2011.

A un posto di blocco di Tal Afar, in Iraq, i soldati americani aprirono il fuoco su un'auto che non si era fermata in tempo, uccidendo sul colpo i genitori della piccola Samar Hassan, cinque anni, e ferendo il fratello. Hondros la fotografò subito dopo, schizzata del sangue dei genitori, mentre urla in preda al terrore: un'immagine che mise in luce, meglio di ogni bilancio ufficiale, il prezzo pagato dai civili iracheni negli errori quotidiani di una guerra d'occupazione. Hondros sarebbe morto lui stesso sei anni dopo, colpito da un mortaio mentre documentava la guerra civile libica.

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86. La crisi dei mutui subprime — Anthony Suau, 2008

Fotografo statunitense, collaboratore storico di Time — vivente.

A Cleveland, Ohio, un agente di polizia perlustra con la pistola in pugno una casa pignorata e abbandonata, controllando che non vi si nascondano intrusi: un'immagine, scattata per un reportage di Time sulla crisi dei subprime, che restituì il volto domestico e silenzioso del collasso finanziario globale del 2008 — non i grafici di Wall Street, ma le case vuote di un intero ceto medio americano. Vinse il World Press Photo dell'anno.

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87. Grant Park, la notte dell'elezione — Callie Shell, 4 novembre 2008

Fotografa statunitense, a lungo collaboratrice di Time — vivente.

Shell seguì Barack Obama con accesso quasi ininterrotto per due anni di campagna elettorale, fino alla notte in cui, davanti a duecentomila persone riunite a Grant Park, Chicago, Obama divenne il primo presidente afroamericano nella storia degli Stati Uniti. Le sue immagini di quella notte — la famiglia Obama sul palco, la folla in lacrime di commozione — restituirono la portata storica di un momento che molti, fino a poco prima, non credevano possibile vedere.

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88. Ritratto di Vladimir Putin — Platon, 2007

Nato a Londra, Inghilterra, nel 1968 — vivente.

Per la copertina di Time dedicata a Vladimir Putin, "Person of the Year" 2007, il ritrattista greco-britannico Platon ottenne pochi minuti di posa e restituì uno sguardo gelido, quasi minaccioso, ripreso dal basso con un grandangolo che ne amplificava la fisicità. Diventato uno dei ritratti politici più citati del nuovo millennio, l'immagine mostra come il ritratto fotografico, anche in un contesto istituzionale rigidamente controllato, possa comunque restituire un giudizio implicito sul soggetto.

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89. La guerra fotografata con un telefono — Damon Winter, 2010

Fotografo statunitense del New York Times — vivente.

Al seguito dei soldati americani in Afghanistan, Winter scattò un intero reportage usando un iPhone e l'applicazione Hipstamatic, che simulava l'estetica di vecchie fotocamere analogiche. Il servizio vinse un prestigioso premio di fotogiornalismo, aprendo un acceso dibattito professionale: poteva un telefono, lo stesso che chiunque teneva in tasca, essere uno strumento legittimo di fotografia di guerra? La domanda, allora controversa, oggi suona quasi ingenua, in un mondo in cui la stragrande maggioranza delle immagini di cronaca nasce proprio da uno smartphone.

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90. Il miracolo sull'Hudson — Janis Krums, 15 gennaio 2009

Passeggero di un traghetto, fotografo occasionale — vivente.

A bordo di un traghetto sul fiume Hudson, Krums fotografò con il proprio telefono i passeggeri del volo US Airways 1549, appena ammarato d'emergenza dopo aver perso entrambi i motori, in piedi sulle ali dell'aereo in attesa di soccorso. Krums caricò la foto su Twitter pochi minuti dopo, prima ancora che qualunque redazione avesse una fotografia dell'evento: il primo caso conclamato in cui un cittadino qualunque, con un telefono e un social network appena nato, superò in velocità l'intero apparato dell'informazione tradizionale.

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91. Situation Room — Pete Souza, 1° maggio 2011

Nato a New Bedford, Massachusetts, Stati Uniti, il 31 dicembre 1954 — vivente.

Nella sala operativa della Casa Bianca, il presidente Obama e i vertici della sicurezza nazionale seguono in tempo reale il raid che avrebbe portato all'uccisione di Osama bin Laden in Pakistan. Souza, fotografo ufficiale della Casa Bianca, colse i volti tesi — incluso quello della segretaria di Stato Hillary Clinton, la mano sulla bocca — di chi assisteva, impotente davanti a uno schermo, a un evento capace di cambiare il corso della guerra al terrorismo. Nessuna immagine del raid stesso fu mai diffusa: questa restò l'unica testimonianza visiva di quella notte.

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92. Maratona di Boston — John Tlumacki, 15 aprile 2013

Fotografo statunitense del Boston Globe da oltre trent'anni — vivente.

Al traguardo della maratona di Boston, due ordigni esplosero a pochi secondi di distanza tra la folla di spettatori. Tlumacki, presente per fotografare gli arrivi degli atleti, si voltò verso il fumo e immortalò il caos immediato — soccorritori e passanti che si precipitavano ad aiutare i feriti — restituendo con crudo realismo il momento in cui una manifestazione sportiva cittadina divenne teatro di un attentato terroristico.

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93. Il selfie degli Oscar — Bradley Cooper, 2 marzo 2014

Attore statunitense, nato a Filadelfia, Pennsylvania, il 5 gennaio 1975 — vivente.

Durante la cerimonia degli Oscar, la conduttrice Ellen DeGeneres orchestrò un selfie di gruppo con una dozzina di star hollywoodiane, scattato materialmente da Bradley Cooper con il telefono della conduttrice stessa. Condivisa su Twitter, l'immagine superò in poche ore ogni record di condivisioni fino ad allora registrato, mandando temporaneamente in crisi i server della piattaforma: un caso di scuola su come, ormai, anche un evento costruito a tavolino potesse diventare l'immagine più vista al mondo in tempo reale.

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94. Alan Kurdi — Nilüfer Demir, 2 settembre 2015

Fotografa turca dell'agenzia Doğan — vivente.

Su una spiaggia turca vicino a Bodrum, Demir fotografò il corpo senza vita del piccolo Alan Kurdi, tre anni, siriano, annegato insieme alla madre e al fratello nel tentativo di raggiungere l'Europa su un gommone sovraccarico. Pubblicata in poche ore su ogni prima pagina del mondo, l'immagine costrinse l'opinione pubblica europea a confrontarsi, per la prima volta in modo diretto, con il costo umano della crisi dei rifugiati siriani, spingendo diversi governi a rivedere, almeno temporaneamente, le proprie politiche di accoglienza.

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95. La rotta balcanica — Sergey Ponomarev, 2015

Nato in Russia nel 1980 — vivente.

Ponomarev seguì per mesi le colonne di profughi siriani, afghani e iracheni in cammino lungo la rotta balcanica verso l'Europa centrale, tra confini improvvisati, campi di fortuna e stazioni ferroviarie stracolme. Il suo reportage per il New York Times, che gli valse il Premio Pulitzer, restituì la scala e la durata della crisi migratoria del 2015 con un respiro narrativo raramente concesso alla fotografia di attualità.

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96. Baton Rouge — Jonathan Bachman, 9 luglio 2016

Fotografo freelance statunitense per Reuters, con base in Louisiana — vivente.

Durante una protesta di Black Lives Matter contro la violenza della polizia, l'infermiera Ieshia Evans, in abito lungo, resta immobile e composta di fronte a due agenti antisommossa in tenuta completa che avanzano per arrestarla. Bachman colse l'istante di assoluta asimmetria tra la calma della donna e l'apparato di forza schierato contro di lei, in un'immagine che sarebbe diventata uno dei simboli visivi più potenti del movimento per i diritti civili del nuovo millennio.

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97. Piazza San Pietro, deserta — Yara Nardi, 27 marzo 2020

Fotografa italiana freelance, con base a Roma, al lavoro per Reuters/AFP/Getty Images — vivente..

Sotto una pioggia battente, Papa Francesco attraversa da solo una piazza San Pietro completamente vuota per impartire una benedizione straordinaria "Urbi et Orbi" nel pieno della prima ondata di pandemia da Covid-19. Pinto fotografò la scena dall'alto, restituendo la desolazione di uno spazio pensato per accogliere centinaia di migliaia di persone e trasformato, per la prima volta nella storia recente, in un deserto di pietra bagnata: un'immagine capace di racchiudere, meglio di ogni bollettino sanitario, la sospensione collettiva imposta dalla pandemia.

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98. L'ospedale di Mariupol — Evgeniy Maloletka, 9 marzo 2022

Fotografo ucraino dell'Associated Press, nato nel 1987 — vivente.

Poche settimane dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, un bombardamento colpì il reparto maternità di un ospedale di Mariupol: Maloletka fotografò una donna incinta e ferita, trasportata a braccia su una barella tra le macerie. Rimasto tra gli ultimi giornalisti internazionali nella città assediata, insieme al collega Mstyslav Chernov avrebbe continuato a documentare l'assedio fino a poco prima della caduta della città, in un lavoro che sarebbe poi diventato il documentario premio Oscar 20 Days in Mariupol.

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99. Il primo campo profondo del Webb — NASA, ESA, CSA e STScI, 11 luglio 2022

Immagine elaborata dal team scientifico e tecnico del telescopio spaziale James Webb.

Puntato su un frammento di cielo grande quanto un granello di sabbia tenuto a distanza di un braccio, il telescopio Webb restituì migliaia di galassie mai osservate prima, alcune la cui luce ha impiegato oltre tredici miliardi di anni per raggiungerci. Presentata personalmente dal presidente americano come prima immagine ufficiale del telescopio, la fotografia — la più profonda e dettagliata dell'universo mai scattata fino ad allora — ribalta la prospettiva con cui questa rassegna si è aperta: dalla prima, incerta immagine fissata da Niépce nel suo cortile di provincia, all'istantanea più remota della storia dell'universo osservabile.

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100. Il pugno alzato — Evan Vucci, 13 luglio 2024

Nato a Olney, Maryland, Stati Uniti, il 15 giugno 1977 — vivente.

Durante un comizio elettorale in Pennsylvania, l'ex presidente Donald Trump fu ferito di striscio all'orecchio da un colpo di arma da fuoco sparato da un attentatore poi neutralizzato dai servizi segreti. Vucci, fotografo dell'Associated Press a pochi metri dal palco, colse l'istante in cui Trump, il volto rigato di sangue, viene sollevato dagli agenti e alza il pugno verso la folla. Diffusa in pochi minuti in tutto il mondo, l'immagine chiude — per ora — questa rassegna cronologica: l'ultima, in ordine di tempo, tra le fotografie capaci di fissare un istante e trasformarlo immediatamente in storia.

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Cosa resta, quando l'istante è passato

Arrivati in fondo a questo percorso — dalla lastra di peltro di Niépce, esposta per giorni interi in un cortile di provincia, fino al pugno alzato in una manciata di secondi virali su ogni schermo del pianeta — quello che colpisce non è tanto la distanza tecnica tra i due estremi, quanto la costanza di un gesto identico: qualcuno, in un luogo preciso, decide di fermare un frammento di tempo prima che scompaia. Cambiano gli strumenti, i secondi di posa, la velocità con cui un'immagine raggiunge chi guarda — da mesi di nave a piroscafo, a un tweet inviato da un traghetto in tempo reale — ma resta identico il gesto fondativo della fotografia: sottrarre qualcosa alla dimenticanza.

Molte di queste cento immagini sono nate da un errore di tempismo, da un turno di lavoro qualunque, da un fotografo dilettante che teneva per abitudine una macchina fotografica in macchina. Pochissime furono pensate, nel momento dello scatto, come destinate a "cambiare il mondo": quella pretesa, semmai, gliela abbiamo attribuita noi, guardandole in retrospettiva. È forse questo il vero filo che le unisce — non la loro eccezionalità dichiarata, ma la capacità imprevista di continuare a significare qualcosa molto dopo l'istante in cui sono state scattate, diventando patrimonio condiviso più che proprietà di chi le ha realizzate.

Ci congediamo da questa rassegna con la stessa domanda con cui l'abbiamo aperta, senza pretendere di saperne davvero la risposta: che cosa rende un'immagine capace di attraversare i decenni? Se una parte della risposta esiste, forse sta proprio nella pazienza con cui certe fotografie chiedono di essere guardate — non consumate distrattamente, ma osservate a lungo, come abbiamo provato a fare, un fotogramma alla volta, in queste cento schede.

100 foto che hanno cambiato il mondo

di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli, Gianni Morelli

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L'elenco completo, dalla 1 alla 100

N.FotografiaFotografo, anno
1Vista dalla finestra a Le GrasJoseph Nicéphore Niépce, 1826 circa
2The HaystackWilliam Henry Fox Talbot, 1844 circa
3Boulevard du TempleLouis Daguerre, 1838
4Autoritratto da annegatoHippolyte Bayard, 1840
5Valley of the Shadow of DeathRoger Fenton, 23 aprile 1855
6Abraham LincolnMathew Brady, 27 febbraio 1860
7The Dead of AntietamAlexander Gardner, 1862
8Ritratto di Sir John HerschelJulia Margaret Cameron, 1867
9The Horse in MotionEadweard Muybridge, giugno 1878
10Bandits' RoostJacob Riis, 1888
11The SteerageAlfred Stieglitz, 1907
12Addie Card, filatrice dodicenneLewis Hine, 1910
13Giovani contadiniAugust Sander, 1914
14Gloria SwansonEdward Steichen, 1924
15Le Violon d'IngresMan Ray, 1924
16I ministri dormonoErich Salomon, 1931 circa
17Fort Peck DamMargaret Bourke-White, 1936
18Madre migranteDorothea Lange, marzo 1936
19Allie Mae BurroughsWalker Evans, 1936
20Miliziano colpito a morteRobert Capa, 5 settembre 1936
21Dolore (Kerch)Dmitri Baltermants, 1942
22Innalzamento della bandiera a Iwo JimaJoe Rosenthal, 23 febbraio 1945
23Bandiera sul ReichstagYevgeny Khaldei, 2 maggio 1945
24Cordoglio per RooseveltEd Clark, aprile 1945
25I sopravvissuti di BuchenwaldMargaret Bourke-White, aprile 1945
26V-J Day, Times SquareAlfred Eisenstaedt, 14 agosto 1945
27Gli ultimi giorni di GandhiHenri Cartier-Bresson, gennaio 1948
28Country DoctorW. Eugene Smith, 1948
29Il bacio dell'Hôtel de VilleRobert Doisneau, 1950
30American Girl in ItalyRuth Orkin, 1951
31Marine sfinito, Guerra di CoreaDavid Douglas Duncan, 1950
32Fontane separateElliott Erwitt, 1950
33James Dean a Times SquareDennis Stock, 1955
34Autoritratto in vetrinaVivian Maier, anni '50
35Idranti a BirminghamCharles Moore, maggio 1963
36Il monaco che bruciaMalcolm Browne, 11 giugno 1963
37"I Have a Dream"Bob Adelman, 28 agosto 1963
38Il giuramento a bordo dell'Air Force OneCecil Stoughton, 22 novembre 1963
39L'uccisione di Lee Harvey OswaldBob Jackson, 24 novembre 1963
40Marcia da Selma a MontgomerySteve Schapiro, 1965
41Reaching OutLarry Burrows, 1966
42Flower PowerBernie Boston, 21 ottobre 1967
43Esecuzione a SaigonEddie Adams, 1 febbraio 1968
44Il massacro di My LaiRonald L. Haeberle, 16 marzo 1968
45Il balcone del Lorraine MotelJoseph Louw, 4 aprile 1968
46L'assassinio di Robert KennedyBill Eppridge, 5 giugno 1968
47Il saluto Black PowerJohn Dominis, 16 ottobre 1968
48EarthriseBill Anders, 24 dicembre 1968
49Buzz Aldrin sulla LunaNeil Armstrong, 20 luglio 1969
50WoodstockElliott Landy, agosto 1969
51Guerrillero HeroicoAlberto Korda, 5 marzo 1960
52Kent StateJohn Filo, 4 maggio 1970
53Napalm GirlNick Ut, 8 giugno 1972
54The Blue MarbleEquipaggio dell'Apollo 17, 7 dicembre 1972
55Burst of JoySal Veder, 17 marzo 1973
56Il crollo della scala antincendioStanley Forman, 22 luglio 1975
57Evacuazione da un tetto a SaigonHubert Van Es, 29 aprile 1975
58Afghanistan, la prima guerraSteve McCurry, 1979-1980
59Molotov ManSusan Meiselas, 1979
60John Lennon e Yoko OnoAnnie Leibovitz, 8 dicembre 1980
61Attentato a Ronald ReaganRon Edmonds, 30 marzo 1981
62Guerra civile in LibanoJames Nachtwey, 1982-1983
63Ragazza afghanaSteve McCurry, dicembre 1984
64Omayra Sánchez, ArmeroFrank Fournier, novembre 1985
65ChernobylIgor Kostin, 26 aprile 1986
66Serra PeladaSebastião Salgado, 1986
67Tank ManJeff Widener, 5 giugno 1989
68Caduta del Muro di BerlinoDavid Turnley, 9 novembre 1989
69Rivoluzione romenaPeter Turnley, dicembre 1989
70The Face of AIDSThérèse Frare, maggio 1990
71Il dolore di un soldatoDavid Turnley, 1991
72I pozzi di petrolio in fiammeSebastião Salgado, 1991
73Demi Moore incintaAnnie Leibovitz, agosto 1991
74Pulizia etnica in BosniaRon Haviv, aprile 1992
75L'avvoltoio e la bambinaKevin Carter, marzo 1993
76La stretta di mano di OsloRon Edmonds, 13 settembre 1993
77Il silenzio del RuandaGilles Peress, 1994
78Il vigile del fuoco e la bambinaCharles Porter IV, 19 aprile 1995
79Profughi del KosovoJames Nachtwey, 1999
80La prima foto caricata sul webSilvano de Gennaro, luglio 1992
81The Falling ManRichard Drew, 11 settembre 2001
82L'alzabandiera a Ground ZeroThomas Franklin, 11 settembre 2001
83Sharbat Gula, ritrovataSteve McCurry, gennaio 2002
84Il prigioniero e suo figlioJean-Marc Bouju, marzo 2003
85Samar HassanChris Hondros, 18 gennaio 2005
86La crisi dei mutui subprimeAnthony Suau, 2008
87Grant Park, la notte dell'elezioneCallie Shell, 4 novembre 2008
88Ritratto di Vladimir PutinPlaton, 2007
89La guerra fotografata con un telefonoDamon Winter, 2010
90Il miracolo sull'HudsonJanis Krums, 15 gennaio 2009
91Situation RoomPete Souza, 1° maggio 2011
92Maratona di BostonJohn Tlumacki, 15 aprile 2013
93Il selfie degli OscarBradley Cooper, 2 marzo 2014
94Alan KurdiNilüfer Demir, 2 settembre 2015
95La rotta balcanicaSergey Ponomarev, 2015
96Baton RougeJonathan Bachman, 9 luglio 2016
97Piazza San Pietro, desertaYara Nardi, 27 marzo 2020
98L'ospedale di MariupolEvgeniy Maloletka, 9 marzo 2022
99Il primo campo profondo del WebbNASA, ESA, CSA e STScI, 11 luglio 2022
100Il pugno alzatoEvan Vucci, 13 luglio 2024

Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo — Atto secondo (schede 26-50): dalla fine della Seconda guerra mondiale allo sbarco sulla Luna e Woodstock (1945-1969), con Alfred Eisenstaedt, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, David Douglas Duncan, Vivian Maier, Charles Moore, Malcolm Browne, Martin Luther King e la Marcia su Washington, l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, la guerra del Vietnam, Bill Anders e la fotografia Earthrise, Neil Armstrong sulla Luna. Fonte primaria: progetto Time “100 Photographs: The Most Influential Images of All Time” e il volume italiano “100 foto che hanno cambiato il mondo” di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli e Gianni Morelli.

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Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo — Atto quarto e conclusivo (schede 76-100): dagli accordi di Oslo all’attentato a Donald Trump (1993-2024), con l’11 settembre e The Falling Man di Richard Drew, la guerra in Iraq, la crisi finanziaria del 2008, l’elezione di Barack Obama, l’iPhone in guerra, l’ammaraggio sull’Hudson raccontato via Twitter, Alan Kurdi, Black Lives Matter a Baton Rouge, Papa Francesco in una piazza San Pietro deserta durante il Covid-19, la guerra in Ucraina e Mariupol, il telescopio James Webb ed Evan Vucci. Include tabella riassuntiva completa delle 100 fotografie. Fonte primaria: progetto Time “100 Photographs: The Most Influential Images of All Time” e il volume italiano “100 foto che hanno cambiato il mondo” di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli e Gianni Morelli.

Tags: fotogiornalismoFotografiaLifestoria della fotografia
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